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Studio Universal presenta Burt Lancaster

Fisico massiccio e virile, un sorriso sornione e sensuale, Burt Lancaster è tra i divi più amati di Hollywood. A 100 anni dalla nascita Studio Universal (Mediaset Premium sul DTT) gli rende omaggio con un focus esclusivo prodotto dal Canale e un ciclo di film western nei quali l’attore conferma il suo grande talento.

L’appuntamento è per ogni lunedì alle 21:15.

Titoli in ordine di trasmissione:
•    4/11 L’ultimo Apache, e a seguire il focus
•    11/11 Vera Cruz
•    18/11 Il kentuckiano
•    25/11 Gli inesorabili  

BURT LANCASTER – IL FOCUS
Il focus esclusivo prodotto da Studio Universal attraverso raro materiale d’archivio e interviste a Caterina D’Amico, Piero Tosi e Giuliano Montaldo, ripercorre la carriera di Burt Lancaster da giovane acrobata in spettacoli di varietà e circo, al grande schermo fino all’Oscar® nel 1960 con Il figlio di Giuda, di Richard Brooks.
La sua prestanza fisica, l’audacia come produttore di pellicole che non hanno paura di affrontare temi scottanti con un realismo inusitato per l’epoca, la sua eclettica carriera sempre alla ricerca di personaggi con cui mettersi alla prova. Viene ripercorso lo speciale rapporto con l’Italia. Sbarca in Italia nel 1943 con la 5° armata del generale Clark, incontra a Roma la sua prima moglie Norma, recita con Anna Magnani nel 1955 in La rosa tatuata, film che farà vincere alla Magnani l’Oscar® come migliore attrice. Ma soprattutto è il Principe di Salina in Il Gattopardo di Visconti nel 1963 ed è  ancora con Visconti il professore in Gruppo di famiglia in un interno del 1974. Tra gli anni Settanta e Ottanta Lancaster lavora, sia in televisione che al cinema, con diversi registi italiani, tra questi Bernardo Bertolucci e Giuliano Montaldo. Si ritira dalla scene dopo un ultimo rientro in Italia per consegnare un premio ai David di Donatello e recitare in un film televisivo diretto da Alberto Negrin.

LA RASSEGNA
Il primo film prodotto e interpretato da Lancaster è L’ultimo Apache di Robert Aldrich del 1954, che anticipa la stagione dei western dalla parte degli indiani. Qui l’attore/produttore impersona un giovane e irriducibile indiano Masai che non accetta la sconfitta di Geronimo e continua la sua battaglia contro i bianchi. Anche il successivo film di Robert Aldrich Vera Cruz è co-prodotto e interpretato da Lancaster, in coppia con Gary Cooper. I due, nei guai e in conflitto tra loro, durante la rivolta contro Massimiliano d’Asburgo nel Messico del 1866, accettano di scortare la carrozza di una contessa, senza minimamente immaginare che dentro vi è nascosto un ingente carico d’oro. Nel 1955 decide di cimentarsi nella regia con Il kentuckiano, storia di un boscaiolo vedovo trasferitosi dal Texas al Kentucky. Si ricorda l’epico duello con l’esordiente Walter Matthau, l’uno a pugni nudi, l’altro con la frusta per i tori. La rassegna si chiude con Gli inesorabili di John Huston del 1960, dove Lancaster salva la mezzosangue Audrey Hepburn dagli indiani Kjowa che ne pretendono la restituzione dalla famiglia che l’ha allevata.

Burt Lancaster
Burton Stephen Lancaster nasce il 2 novembre 1913 in un quartiere violento di New York. Entrato alla New York University grazie a una borsa di studio come giocatore di pallacanestro, due anni dopo era in giro per gli States come trapezista e acrobata. Un incontro fortuito in ascensore, nell'estate del 1945, determinerà il futuro della sua carriera artistica. Scambiato da un famoso agente teatrale per un attore professionista, viene scritturato per il ruolo di un sergente dell'esercito americano nello spettacolo di Broadway Soul of Hunting. Sarà questa la sua grande occasione: il cinema si accorgerà di lui e lo consacrerà come star di alcuni classici ed intramontabili gangsters movies. Divenuto ricco e famoso Lancaster dimostrerà di possedere anche un ottimo talento imprenditoriale fondando una propria casa di produzione, la "Hecht-Hill-Lancaster Co", insieme ad Harold Hecht, suo agente fin dai tempi di Broadway, ed al produttore James Hill. E come produttore realizzerà alcuni film memorabili, come L'ultimo Apache, Trapezio e piombo rovente e soprattutto Marty, che nel 1955 vincerà l'Oscar come miglior film. Entrato nel cinema per la fisicità è stato capace di impersonare personaggi di tutt'altro spessore: il memorabile Principe di Salina in Il Gattopardo (1963) e il vecchio intellettuale di Gruppo di famiglia in un interno (1974) entrambi di Luchino Visconti. Si è dedicato anche alla regia nel 1955 con un film di avventura Il kentuckiano e un thriller L'uomo di mezzanotte nel 1973, insieme a Roland Kibbee. Il massimo riconoscimento del cinema americano arrivò nel 1961, quando vinse l’Oscar per la sua interpretazione in Il figlio di Giuda.
Muore pochi giorni prima di compiere 81 anni, il 20 ottobre 1994 a Century City, California.