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Streaming: La nuova frontiera della Musica

Domani in edicola su Wired Italia, mensile Condé Nast leader nel mondo dell'innovazione, l’intervista esclusiva a Daniel EK, il fondatore di Spotify, da parte di un inviato speciale, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. I consigli ai giovani artisti, il modo in cui sono costruite le playlist, i prossimi sviluppi di Spotify sono alcuni dei tanti temi della conversazione, che si è sviluppata via Skype tra Stoccolma, dove ha sede Spotify, e New York, dove si trovava Jovanotti.

I processi creativi sono «gli stessi di sempre», spiega Ek. «La differenza è la dissoluzione del format, un album può contenere 300 canzoni o averne una sola». E ancora: «Prima era tutto basato sulla scarsità: sul trattenere le cose e farle uscire diluendole nel tempo. L’artista diceva: “Ho finito il mio album ma lo faccio uscire tra otto mesi perché la mia casa discografica ha i suoi tempi”. Se fai così oggi, il tuo album viene piratato nel giro di una settimana. La cosa più importante adesso è fare l’opposto: essere più aperti possibile».

Con l'idea che la musica sia destinata a diventare una parte sempre più importante delle nostre vite. «Ogni attimo della giornata», sottolinea Ek, «può essere un momento musicale e noi stiamo spingendo in quella direzione. Se stai lavorando e hai bisogno di concentrarti vogliamo essere lì con i suoni giusti per te. E poi c’è un secondo aspetto a cui ci stiamo dedicando: dare un contesto alla musica. Il fan sa quali sono stati gli anni più importanti di Billy Joel, per esempio, o cosa gli succedeva quando faceva questo album o questo tour. Ora si tratta di veicolare queste informazioni anche al non fan, che vorrebbe saperne di più».

Il numero di Wired di marzo è un viaggio nella creatività al tempo del digitale: in copertina Jovanotti con un paio di cuffie e il titolo “Ho sentito il futuro della musica”. Della cover story di Wired fa parte anche una giornata trascorsa a Cortona con Jovanotti che, proprio nei giorni in cui esce il suo nuovo album Lorenzo 2015 CC , racconta come l'innovazione cambi di continuo il suo modo di fare musica. «La canzone è la cosa più importante, e non rinuncerò mai alla sua forza evocativa», dice a Wired. «Tuttavia uso i codici linguistici del nostro tempo. In questo sono forsennato, forse in affanno nella mia rincorsa». Jovanotti ha, inoltre, aperto al magazine il luogo segreto in cui compone i suoi lavori, e regala ai lettori di Wired il suo alfabeto dell'innovazione: da Breaking Bad alla Sharing economy, un lessico in 26 parole che è il manifesto della leggerezza pensante dell'artista. Il servizio è arricchito da due video esclusivi che saranno disponibili su Wired.it, sito che oggi conta 4.4milioni di utenti unici.