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Publicis Media lancia un’operazione su larga scala per garantire brand safety ai propri clienti

Alla luce degli ultimi eventi che hanno visto casi di erogazione di banner di investitori pubblicitari su Youtube e Google Display Network (GDN) in presenza di contenuti inopportuni, in primis legati al terrorismo internazionale, Publicis Media, insieme alle agenzie parte del Gruppo, Zenith, Starcom, Blue 449, Mediavest|Spark e Performics, si sono attivate con Google perché quest’ultimo metta in atto azioni concrete al fine di garantire la brand safety degli advertiser.
 
I primi risultati dell’azione di Publicis Media sono arrivati e Google ha implementato con effetto immediato alcune azioni. Una posizione più rigida è stata presa dal player riguardo ai contenuti dispregiativi ed offensivi, attraverso l’applicazione di una serie di filtri che preverranno la visione degli ads affiancata a contenuti che possano essere offensivi, riguardanti età, religione, razza, orientamento sessuale, identità e nazionalità.
 
Google ha garantito di continuare nella propria azione, aumentando il livello di servizio e gli strumenti a tutela degli investitori utilizzando algoritmi di machine learning per migliorare la targetizzazione dei video e si impegna a rimuovere questi ultimi entro 2 ore dal reporting nel caso vengano associati a contenuti inappropriati.
 
Il dialogo tra Publicis Media e Google rimane quindi aperto e ci aspettiamo piena collaborazione.
 
Nel frattempo, per garantire maggiormente gli investitori pubblicitari, Publicis Media ha deciso di lanciare un’operazione su larga scala a favore della brand safety e contro l’adfraud.
 
Tutte le agenzie del Gruppo attiveranno per i propri clienti un servizio brand safety e anti adfraud, sviluppato in partnership con alcune piattaforme tecnologiche, su tutte le campagne gestite. Un servizio che mira ad usare al meglio le tecnologie disponibili per ridurre al minimo il rischio di erogazione di campagne digital advertising in contesti sconvenevoli.
 
Il servizio in questione non solo attiverà funzioni di brand safety sfruttando il blacklisting, ma aggiungerà un servizio di keyword sensitive e di controllo semantico con aggiornamento giornaliero dei topic ritenuti unsafe.
A questo si unisce il controllo di tutto il traffico non umano, per combattere i fenomeni di adfraud, e il non in-geo traffic. Non da ultimo, il servizio includerà di default il tracking della viewability, con l’obiettivo di garantire erogazioni di qualità.
 
“La trasparenza ed un uso corretto delle tecnologie permettono di massimizzare l’efficacia del digitale, controllando eventuali problemi ed evitando rischi” dichiara Andrea Di Fonzo, CEO di Blue 449.
 
“La sicurezza e la protezione del brand sono priorità assolute in ogni forma di comunicazione, non solo digital” continua Luca Cavalli, CEO di Zenith, “La soluzione che proponiamo testimonia il nostro impegno a garantire ai nostri clienti il massimo livello di servizio a tutela e valorizzazione dei loro brand”.
 
Conclude Vita Piccinini, CEO di Starcom “La nostra responsabilità come Gruppo è quella di lavorare con tutti i player del settore, Google incluso, per garantire livelli di safety sempre maggiori, e i nostri clienti devono ricevere da noi un servizio che vada oltre e che in maniera neutrale e trasparente garantisca investimenti sicuri”.