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Alfredo Accatino ha firmato la chiusura di Expo Milano 2015 con una cerimonia dal finale a sorpresa pop e visionario

Alfredo Accatino ha firmato la creatività della cerimonia di chiusura di Expo Milano 2015. La Cerimonia, prodotta dalla Rai, si è svolta sabato sera dalle 18.00 alle 19.00 ed è andata in onda su “La vita in diretta” presso l’Open Air Theater alla presenza di 5000 persone tra ospiti internazionali, commissari di tutte le nazioni partecipanti, ma anche capi di stato, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stata una cerimonia di taglio protocollare e sobrio all’inizio - come ha voluto la gestione dell’Expo - ma con un finale a sorpresa, fortemente spettacolare, destinato a rimanere nelle memoria di tutti.

Ogni Cerimonia di chiusura ha un valenza particolare, vuole infatti celebrare i partecipanti (in questo caso le nazioni) e ricorda momenti esaltanti. Per la chiusura di Expo l’approccio è stato pop e visionario, che ha caratterizzato il passaggio della bandiera del BIE tra Milano e Dubai. Nel gran finale, un omaggio all’Italia, protagonista nel mondo di questi lunghi mesi.

Molta attenzione è stata dedicata al trattamento musicale, dopo l’Inno d’Italia trasformato nell’“Inno alla vita”, brano che aveva colpito l’opinione pubblica, è stato costruito un coro di quasi 1000 elementi, per reinterpretare due celebri brani della tradizione italiana, in un modo totalmente innovativo, con l’intervento di una delle più belle voci italiane.  

Afferma Alfredo Accatino: “È un onore e un piacere poter mettere al servizio tanti anni di esperienza nel settore delle Cerimonie e dei grandi eventi per un progetto italiano che ha conquistato il mondo. Pochi ci credevano all’inizio, quando ancora, con un cantiere in corso, abbiamo messo in piedi, in pochi giorni, una cerimonia semplice, ma intensa, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Il linguaggio delle cerimonie è una grammatica che conosco bene. Filmmaster è stata coinvolta in 4 cerimonie olimpiche e paralimpiche. Questa estate produrrà con un partner brasiliano tutti gli eventi olimpici di Rio. Produrremo per tre anni le cerimonie di apertura della Finale della Champions League.  C’è anche una vena di malinconia, perché il sogno sta per finire. Una nostalgia subito stemperata dal desiderio di dare vita a una festa condivisa. Perché un’altra nazione è pronta a ricevere questa eredità. Perché occorre dire “grazie” ai volontari e alle migliaia di persone che, per mesi, hanno lavorato giorno e notte, instancabilmente”.