07 settembre 2017

Cambio vita e divento designer: il 50enne Marc si aggiudica il JDA italiano

Categoria: Premi, Riconoscimenti

Milioni di boe di plastica o polistirolo impiegate per l’acquacoltura finiscono disperse in mare o abbandonate sulle spiagge, incrementando così l’inquinamento e senza possibilità di una seconda vita. Il vincitore dell’edizione italiana del James Dyson Award 2017 è multi-LIFE Buoy, progetto del canadese Marc Samson (Accademia Italiana Design, Roma), che ha avuto il coraggio di cambiare vita e dedicarsi interamente al design.

Oltre a lui, vanno in finale progetti che combattono lo spreco di cibo; aiutano i cittadini a comprendere la qualità dell’aria che respirano e decidere il percorso migliore da compiere; stampano oggetti in 3D ad alte prestazioni e aiutano i pazienti che hanno subito paralisi facciale.

Il problema: L’acquacoltura costituisce un settore economico molto importante nella produzione alimentare e nei prossimi anni la sua importanza è destinata a crescere per rispondere ai bisogni della popolazione mondiale, offrendo la possibilità di una migliore alimentazione per milioni di persone, specialmente in Asia e Africa. È quanto sostiene la FAO che nel suo ultimo rapporto1 esorta a un maggiore impegno per controllare la pesca eccessiva e suggerisce l'acquacoltura come una fondamentale opportunità per fornire risorse alimentari, ma anche per porre un freno alla costante riduzione degli stock ittici naturali.
D’altra parte, come sottolineano alcuni scienziati e organizzazioni no profit come Slowfood e Greenpeace, si deve però far fronte ad alcune problematiche legate a questa forma di produzione, soprattutto a quella iperintensiva, anche per i danni ambientali che comporta.

La soluzione
Il vincitore dell’edizione italiana del James Dyson Award 2017, il concorso internazionale di design che si svolge in 23 Paesi e premia le idee che sfidano le convenzioni e forniscono una soluzione a un problema reale, ha trovato la risposta a questo problema. Con il progetto multi-LIFE Buoy, il cinquantenne Marc Samson propone una nuova tipologia di boa, disegnata appositamente per offrire vantaggi diversi in ogni fase del suo ciclo di vita: quando in mare, può essere utilizzata per l’acquacoltura, dando ospitalità ai piccoli pesci e consentendone lo sviluppo. Una volta esaurito il suo compito o quando finisce sulla battigia, la boa può essere aperta per raccogliere detriti trovati sulla spiaggia ed essere utilizzata contro l’erosione della costa, infrangendo le onde. In ultimo, può essere posta sul fondale marino per creare una sorta di barriera artificiale e offrire rifugio ai piccoli pesci.


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