03 luglio 2017

Lavoro: il 50% degli universitari non si sente pronto ad affrontare il sistema professionale

Categoria: Comunicazione, produzione e concorsi

L’Officina della comunicazione Blink ha condotto una ricerca sul campo per indagare il punto di vista dei giovani universitari in merito alla disoccupazione giovanile, a seguito della quale ha ideato abilitAzione, il progetto per costruire la propria identità professionale.

Il dato è, infatti, allarmante: in Italia il tasso di disoccupazione è del 39,20%, quasi il doppio della media UE (dati Eurostat 2016), con un’anticamera al lavoro di 14 mesi (media UE 9 mesi). Inoltre, focalizzando il problema sui laureandi, i dati evidenziano come una maggiore qualifica non si traduca necessariamente in soluzione: la disoccupazione scende solo al 10,5% rispetto al 12,10% di chi ha un diploma di scuola superiore. Andamento confermato anche dalla classifica stilata dalla prestigiosa pubblicazione inglese Timer Higher Education, che ha escluso gli Atenei italiani dalla lista internazionale delle 20 migliori università europee per impiegabilità.
Partendo da queste premesse e con l’obiettivo di mettere a fuoco il problema indagando il punto di vista dei giovani universitari, l’Officina della comunicazione Blink ha svolto un’indagine su un campione di studenti in merito alle attuali soluzioni universitarie di formazione e orientamento al lavoro. Mediante interviste dirette e la diffusione di un questionario a 80 studenti, ripartiti in 10 Atenei del nord-ovest, di cui 5 pubblici e 5 privati, spicca su tutto un’ambivalenza nelle considerazioni dei ragazzi.

Il 63% degli studenti intervistati dichiara di ricevere dalle rispettive Università servizi rivolti a fare esperienza nel mercato del lavoro - quali ad esempio stage, incontri con esperti, preparazione del CV, simulazione dei colloqui di lavoro, opportunità di candidarsi a job posting o altre attività similari. Questo dato trova riscontro in un’analisi comparativa condotta su 21 atenei del nord-ovest  (di cui 80% privati e 20% pubblici), da dove emerge che il 64% del campione offre proprio questo tipo di servizi.

Tuttavia dall’altra parte, ben il 48% degli studenti indica di avere la necessità di sperimentarsi in attività pratiche che consentano di costruire quell’esperienza. E ancora: alla domanda “ti senti pronto ad affrontare il mercato del lavoro?”, il 50% del campione risponde “No”.

Mettendo a confronto i dati ottenuti, si evidenzia pertanto un’ambivalenza: la maggioranza dei servizi offerti dai career service universitari (64%) converge su attività che fanno fare esperienza nel mercato del lavoro, dato confermato dal 63% del campione di studenti. Allora, come mai la metà dello stesso campione si percepisce inadeguato ad affrontare il mondo professionale, ma ancor più il 48% degli intervistati, come sopra evidenziato, si definisce insoddisfatto nella propria esigenza più sentita: esperire il contesto professionale?

“Forse”, come spiega Cristiana Giacchetti, fondatrice di Blink, “dovremmo domandarci cosa s’intenda per fare esperienza. E quindi se la medicina che il medico sta prescrivendo sia veramente quella più adeguata per curare la malattia.” Una domanda che trova riscontro nel 42% del campione il quale definisce inadeguata l’attuale formazione accademica per la preparazione ad affrontare il mercato del lavoro. Mentre solo il 37% la ritiene adeguata.   

“Dunque”, prosegue Cristina Vaudagna, main partner di Blink “l’incongruenza dei dati dell’indagine condotta, ci porta a fare una riflessione, ovvero se si debba continuare a fornire ai giovani strumenti preconfezionati di accesso a un sistema sempre meno predittivo, oppure se, diversamente, i nostri ragazzi non abbiano la necessità di costruire strategie che consentano loro di orientarsi nel mare magno dell’incertezza.”

Spostando la prospettiva di analisi, l’Officina della comunicazione Blink ha colto nei dati emersi un punto di vista differente rispetto alla sola valutazione dei servizi esistenti, in quanto il 68% degli studenti ha dichiarato che il principale cambiamento del sistema lavoro rispetto alla generazione dei genitori riguarda proprio la sfera dell’incertezza.  

“Il sistema professionale” evidenzia nuovamente Giacchetti “sta subendo una mutazione che non trova le proprie premesse di successo nel semplice recupero della tradizione dell’homo faber, ma in un suo superamento, e per il quale la più utile abilità, probabilmente, si dimostrerà quella del saper progettare e costruire.” E non è un caso che proprio il 45% del campione abbia indicato nell’assenza di strategie il tallone di Achille al raggiungimento dei propri obiettivi e un 31% non sappia come mettere in azione ciò che sa fare. Ecco quindi che comparare il grande assente nell’offerta di formazione e orientamento delle Università: la progettazione, relegata al solo 2% dell’offerta formativa del campione osservativo. Dato che si riferisce alla soluzione verso la quale si stanno orientando sempre più le Università, ossia la creazione di acceleratori e incubatori di start-up. Ma è legittimo il dubbio se tale strada, proposta come la soluzione, non lasci irrisolto il problema, considerando che gli studi di settore evidenziano che solo il 2% delle start-up italiane siano realmente “star” e, pertanto, sostenibili.

È quindi proprio nell’ambivalenza dei dati che l’Officina della comunicazione Blink ipotizza una possibile soluzione alternativa. Ed è con questo intento che nasce abilitAzione, un progetto d’intervento formativo, ideato e promosso da Blink, rivolto ad affiancare la didattica universitaria con l’obiettivo di facilitare i giovani studenti nella costruzione di identità professionali efficaci ed efficienti per il sistema in cui agiranno, dando a ciascuno di loro gli strumenti strategici per saper costruire e progettare la propria professione in un sistema-lavoro mutevole e ignoto. Come conclude Giacchetti “il nostro obiettivo è facilitare un saltus evolutivo, diventare homo auctor, ovvero autore di sé e della propria professionalità, integrando l’attuale apprendimento duale (conoscenza-competenza) con la costruttività, più consona ad un apprendimento liquido, che favorisca un inserimento dei giovani nel mondo del lavoro in quanto individui dotati di individualità creativa e potenziale espressivo.”

Il progetto abilitAzione prenderà il via nell’autunno del 2017 e vedrà coinvolti 20 giovani, un ateneo e una mentor Company. Nel frattempo Blink, oltre ad altre iniziative di verifica e analisi sul campo, si sta occupando proprio di selezionare il partner accademico e quello aziendale più funzionali a sostenere questa importante sfida: costruire la visione sul futuro del nostro Paese.

Per ulteriori dettagli sull’indagine:
http://blinkismo.com/labilita-discriminata
http://blinkismo.com/la-parola-ai-giovani-siete-pronti-al-sistema-professionale
http://blinkismo.com/la-parola-ai-giovani-la-formazione-universitaria-abilita-ad-professionisti-2
http://blinkismo.com/labilita-ascoltata


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